Intervento dell'Ambasciatore della Repubblica di Belarus presso la Santa Sede Y. Ambrazevich nell'ambito della conferenza «Giornata della memoria delle vittime del genocidio del popolo sovietico: dal Piano della fame al Piano generale “Ost”»
14.04.2026 г.Intervento:
La memoria storica come fondamento della sovranità e della pace
Stimati colleghi, cari amici,
La Belarus ha subito perdite irreparabili durante la Seconda guerra mondiale.
Secondo i dati aggiornati della Procura Generale, ottenuti nel corso dell’indagine penale sul genocidio del popolo bielorusso, avviata nell’aprile 2021 (due mila ventuno), la portata delle vittime della Grande Guerra Patriottica sul territorio della Repubblica si è rivelata significativamente più elevata di quanto si ritenesse in precedenza.
Di seguito le principali cifre aggiornate ad aprile 2026 (due mila venti sei), secondo quanto dichiarato dalla Procura:
Le vittime del genocidio ammontano ad almeno 3 (tre) milioni di persone.
Secondo le stime dei demografi, senza il genocidio la popolazione della Belarus oggi potrebbe essere il doppio.
È stato accertato che i nazisti hanno bruciato e distrutto oltre 12.800 (dodici mila otto cento) città e villaggi, un numero significativamente superiore alla precedente cifra di 9.200 (nove mila due cento) insediamenti. Di questi, 290 (due cento novanta) villaggi hanno condiviso lo stesso destino della tristemente nota Khatyn.
L’economia nazionale giaceva in rovina: tutte le principali centrali elettriche, le fabbriche, il 90% (novanta per cento) delle linee ferroviarie e del patrimonio abitativo urbano fu distrutto.
Le stime del Governo della Belarus valutano i danni, ai prezzi attuali, in 43.800 (quaranta tre mila otto cento) tonnellate di oro, ovvero oltre 6 (sei) trilioni di dollari statunitensi, senza tener conto dei beni culturali perduti per sempre.
I piani dei nazisti nei confronti della Belarus erano mostruosi: secondo il Generalplan Ost, si prevedeva l’eliminazione fino al 75% (settanta cinque per cento) della popolazione bielorussa, mentre i restanti sarebbero stati deportati o germanizzati. La nostra terra doveva diventare una colonia per l’insediamento dei coloni tedeschi.
Le azioni dei nazisti si distinguevano per una brutale sistematicità. Sul territorio della Belarus operarono oltre 570 (cinque cento settanta) campi di sterminio e ghetti. A Trostenets — il quarto per dimensioni dopo Auschwitz, Majdanek e Treblinka — secondo i nuovi dati dell’indagine sono state uccise oltre 500.000 (cinque cento mila) persone. Molte operazioni punitive furono accompagnate dall’incendio totale dei villaggi, da fucilazioni di civili, torture di prigionieri di guerra e deportazioni in schiavitù.
Oltre 7.300 (sette mila tre cento) prigionieri dei campi di concentramento, interrogati dalla Procura Generale negli ultimi anni, hanno contribuito a individuare in Belarus più di 300 (tre cento) siti di sepolture di massa precedentemente sconosciuti.
Il Processo di Norimberga ha condannato per sempre il nazismo, riconoscendo i suoi crimini contro l’umanità. I tribunali e le corti sovietiche hanno proseguito questo lavoro, assicurando i responsabili alla giustizia. Fu allora che venne stabilita una verità inconfutabile: la guerra contro il popolo sovietico fu una guerra di annientamento.
Tuttavia, oggi in Europa si stanno diffondendo pericolose tendenze alla revisione delle cause della Seconda guerra mondiale e allo spostamento della responsabilità dai nazisti all’URSS. Si tenta di equiparare i vincitori e i carnefici; si demoliscono monumenti ai soldati sovietici liberatori e si glorificano i collaborazionisti. Non si tratta soltanto di manipolazioni storiche: è un’operazione volta a demonizzare il nostro passato e il nostro presente nell’ambito della guerra informativa, con l’obiettivo di screditare la leadership politica dello Stato, il sistema politico del Paese e di instillare un senso di inferiorità e di colpa nelle generazioni contemporanee.
Pertanto, impedire la revisione dei risultati della guerra è una questione di sicurezza nazionale. Siamo tenuti a preservare la memoria storica nelle scuole, nelle università e nei media. I giovani devono conoscere le sentenze di Norimberga come un punto di riferimento giuridico e morale imprescindibile.
Proprio a questo scopo nell gennaio 2022 (due mila venti due) in Belarus è stata adottata una legge sul genocidio del popolo bielorusso. Essa non solo riconosce giuridicamente lo sterminio pianificato dei nostri cittadini come atto di genocidio, ma introduce anche la responsabilità penale per la negazione pubblica di tali fatti. Si tratta di un atto politico, giuridico e morale che tutela la nostra identità.
Sono state inoltre apportate modifiche alla Costituzione della Belarus per la tutela della verità storica e della memoria delle vittime, nonché dell’eroismo del popolo sovietico. Si tratta di una norma fondamentale che vieta la falsificazione della storia e la riabilitazione del nazismo.
È fondamentale che leggi analoghe siano adottate anche in altri Paesi, in primo luogo quelli della coalizione anti-hitleriana. A questo proposito accogliamo con favore l’adozione di una legge analoga nella Federazione Russa. Siamo convinti che essa rafforzerà la cooperazione tra Belarus e Russia nella salvaguardia della memoria storica e della verità, che, desidero sottolinearlo, prosegue da molti anni, in particolare tra i Ministeri degli Affari Esteri dei nostri Paesi, nonché nell’ambito dell’indagine sul genocidio e della cooperazione tra gli archivi di diverse istituzioni.
Solo attraverso sforzi congiunti potremo preservare la verità sulla guerra, sulle sue vittime e sui suoi vincitori.
Non meno importante è conservare ogni monumento al soldato liberatore, ogni sepoltura commemorativa, ogni obelisco dedicato alle vittime delle atrocità naziste. Non sono semplici pietre — sono la nostra coscienza.
Sono necessari ulteriori eventi nazionali e internazionali, conferenze e tavole rotonde per mantenere costantemente alta l’attenzione pubblica sull’inammissibilità della revisione della storia. Solo così possiamo contrastare la menzogna.
In questo contesto accogliamo con favore la partecipazione costante dei rappresentanti italiani alla Conferenza internazionale annuale, dedicata all’adozione della Convenzione delle Nazioni Unite per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, che si tiene annualmente a Minsk.
Nel loro insieme, queste azioni — istruzione e sensibilizzazione, tutela dei monumenti, leggi sul genocidio, norme costituzionali e altre forme di protezione giuridica della memoria storica e della verità — costituiscono uno scudo contro il neonazismo e sono chiamate a fornire un contributo significativo alla costruzione di una pace duratura in Europa e nel mondo.