Partecipazione in conferenza annuale «Religione e diplomazia»
02.07.2026 г.Il 30 settembre 2026, l’Ambasciatore straordinario e plenipotenziario presso la Santa Sede ha partecipato alla conferenza annuale «Religione e diplomazia», organizzata dall’autorevole ente vaticano «Carità Politica».

Alla conferenza hanno partecipato, come di consueto, i capi delle missioni diplomatiche accreditate presso la Santa Sede, nonché i rappresentanti della Segreteria di Stato del Vaticano, tra cui l’arcivescovo Paul Gallagher, responsabile della Sezione per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali.
Al centro dell’intervento della delegazione bielorussa c’era l’iniziativa volta all’elaborazione della «Carta eurasiatica della diversità e della multipolarità nel XXI secolo».
Questa idea è stata avanzata per la prima volta dalla Belarus alla Conferenza internazionale sulla sicurezza eurasiatica tenutasi a Minsk nel 2023. Oggi l’iniziativa assume una nuova dimensione: il 25 settembre a New York, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è stato ufficialmente avviato il processo negoziale per la stesura del testo della Carta. I rappresentanti di nove Stati europei e asiatici hanno adottato una dichiarazione congiunta che ha dato il via a questo lavoro.
L'idea centrale dell'iniziativa è che la diversità delle civiltà, delle culture, delle tradizioni e dei sistemi di valori non costituisce un ostacolo, ma è uno dei pilastri di un ordine internazionale sostenibile.

Per l’Eurasia ciò è particolarmente importante. Nello stesso spazio convivono il cristianesimo orientale e occidentale, l’islam, il buddismo, il confucianesimo e altre tradizioni religiose e filosofiche. Il rispetto per il patrimonio spirituale e culturale dei popoli, la possibilità di preservare la propria identità e, al contempo, di condurre un dialogo aperto devono essere considerati come condizioni fondamentali per una pace duratura.
Proprio per questo motivo, si propone di considerare il dialogo interculturale e interreligioso non come un complemento all’architettura della sicurezza, ma come uno dei fattori che ne garantiscono la sostenibilità.
Nel discorso è stata dedicata particolare attenzione al ruolo dei leader religiosi. Grazie alla loro vocazione universale, essi sono in grado di dare un contributo significativo allo sviluppo del dialogo, soprattutto nella sua dimensione umanitaria, culturale e interreligiosa.